Il Governo si è espresso negativamente sulla deroga chiesta dal Presidente Vincenzo De Luca per il mantenimento dei punti nascita del Cilento.
Il parametro dei 500 parti l’anno, previsto come soglia minima per garantirne l’attività, non può essere l’unico criterio di valutazione.
È necessario tenere in seria considerazione le complessità logistiche e territoriali che rendono difficoltoso raggiungere un presidio ospedaliero alternativo, soprattutto in situazioni di emergenza.
Occorre integrare le valutazioni con ulteriori parametri che tengano conto della tutela del diritto costituzionale alla salute, che deve essere garantito a tutti i cittadini, ovunque essi vivano.
Va inoltre considerato il contesto attuale, segnato da una stagione demografica difficile, caratterizzata da spopolamento e calo delle nascite.
La chiusura dei punti nascita rischia di aggravare ulteriormente l’isolamento delle cosiddette aree interne, compromettendo il futuro sociale ed economico di ampie porzioni della nostra provincia.